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Ieri sera al Castello un'assemblea riuscitissima per dire no al Parco Commerciale. Intanto le firme superano quota 2000, raccolta fino a dopo le feste

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Articolo del: 20/11/2019 08:00:12

Un’assemblea perfetta. Dopo ventiquattr’ore ininterrotte di pioggia, con un’umidità tanto elevata da far aumentare la percezione del freddo, in una serata feriale di metà novembre inoltrato, in concomitanza con l’incontro della Consulta Intercomunale per i Trasporti, il neonato Comitato Indipendente dei cittadini abbiatensi dal nome “Abbiategrasso che vorrei” ha richiamato nella sala consiliare del Castello quasi 150 persone, molte delle quali rimaste in piedi in fondo e lungo i lati, che per due ore e mezza abbondanti non hanno voluto perdere una sola battuta dei discorsi e degli interventi del pubblico sul tema: “No al centro commerciale, Sì a un centro a misura d’uomo”.


Nella presentazione del gruppo promotore, la portavoce Francesca Berlinzani ha snocciolato prima i  motivi della contrarietà del Comitato al “Progetto ATS2” e poi i suoi obiettivi pratici e prossimi.


Perché dire di no al progetto in questione? «1) è obsoleto prima di nascere, in tempi che vedono una flessione della grande distribuzione;  2) non tiene conto del contesto storico, urbano, economico e socio-culturale; 3) è meramente distruttivo sul piano ambientale; 4) non arreca alcun tipo di ricaduta positiva sul piano lavorativo ed economico; 5) sono caduti anche gli obblighi, da parte del Comune, a rispondere delle legittime aspettative dei proprietari di terreni edificabili; 6) non giova al singolo cittadino che ha già ennesime possibilità di scelta di acquisto qui e nei dintorni; non giova agli agricoltori che eroicamente continuano a lavorare nelle aree contigue; non giova ai piccoli esercenti che con fatica tengono vivo il centro di Abbiategrasso; non giova ai Comuni limitrofi, che guarderebbero assai più volentieri alla più grande Abbiategrasso come ganglio di servizi (ormai sempre più risicati) e come polo culturale, e non come a un altro “spaesante” non luogo; non  giova, se non un poco forse, alle imprese edili,  le quali con ancora maggior profitto potrebbero lavorare alla riconversione virtuosa di aree dismesse, approfittando per di più di bandi europei».


Quali invece gli obiettivi del Comitato? «In prima battuta, quello di informare e sensibilizzare alla questione tutti i cittadini ancora non informati, raccogliendo al contempo le firme a sostegno di una petizione che chiede alla Giunta di fermare il progetto; in seconda battuta, quello di costruire una alternativa...


... concreta, positiva e a misura di cittadino, che davvero tenga fede a quello che in ultima istanza dovrebbe essere il fine di ogni buona gestione politica, non solo a livello locale: quello della felicità dei suoi abitanti, nel rispetto delle differenze e dei diversi bisogni».


A proposito di firme, è stato annunciato che, dopo appena un mese scarso di raccolta, si è già superata la soglia delle 2000 adesioni di cittadini in massima parte di Abbiategrasso ed è stato ricordato che la raccolta proseguirà certamente fino alla fine delle festività natalizie, presso i banchetti settimanali nelle strade del centro e presso gli oltre 70 negozi già attivi in centro come nelle periferie.


Momento clou della serata, dopo l’intervento incoraggiante ed illuminante del sindaco di Rosate, Daniele Del Ben, che ha soprattutto sottolineato che «qualunque scelta urbanistica è una scelta politica» e che pertanto «non si deve mai credere a chi ci racconta che in determinai contesti non vi sia alcuna possibilità di modificare il corso delle cose», è stata la testimonianza preziosissima del sindaco di Borgarello, Nicola Lamberti, intervistato dal direttore di Altraeconomia, Duccio Facchini.


Di fondamentale importanza l’appello rivolto da un attivista di “Abbiategrasso che vorrei” a nome del Comitato stesso: «A tutti gli amministratori comunali che condividono questa battaglia e che sono contrari alla realizzazione del Parco Commerciale in questione, chiediamo di compiere un atto univoco mettendo da parte ogni distinguo e di esprimere pubblicamente  e appunto unitariamente il loro sostegno ai nostri obiettivi, primo fra tutti fermare il progetto relativo all’ATS2».


Molto partecipato l’incontro, che è proseguito fino alla soglia della mezzanotte con una serie di interventi del pubblico, tra i quali va segnalato quello della ex consigliera comunale Barbara De Angeli, che ha rilevato ancora una volta l’assenza totale di rappresentanti della giunta Nai ed ha invocato invece da parte loro una apertura al confronto con questa realtà che parta almeno dal riconoscerne l’esistenza e dal prendere atto della volontà sempre più diffusa di opporsi ai progetti edificatori su viale Paolo VI e viale Giotto.


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 22 novembre nelle edicole



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