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Misurare la febbre all'ingresso di supermercati e farmacie? È solo una «raccomandazione» e nessuno lo fa. Ecco perché, però, potrebbe essere inutile e la sola vera prevenzione è restare a casa

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Articolo del: 24/03/2020 08:28:47

Supermercati e farmacie dovrebbero dotarsi di termoscan per misurare la febbre a tutti i clienti prima di farli entrare in negozio. Fa parte delle prescrizioni dell’ordinanza firmata sabato sera, 21 marzo scorso, dal governatore di Regione Lombardia e poi emendata in alcuni passaggi nelle giornate di domenica 22 e lunedì 23 marzo, ma il condizionale è più che mai d’obbligo.


L’esatta espressione usata da chi ha steso il testo licenziato dalla Regione è infatti la seguente: «Si raccomanda di provvedere alla rilevazione sistematica della temperatura corporea anche ai clienti presso i supermercati e le farmacie…». Essendo scritto in un testo che detta legge e la cui inosservanza, almeno in alcuni punti, implica per il trasgressore la denuncia penale, uno si immagina che debba essere fatto rispettare. E invece, parlando con chi è poi chiamato appunto al controllo che le norme siano di fatto applicate, si scopre che no, quella non è una prescrizione (come lo è invece il «divieto di praticare sport e attività motorie svolte all’aperto, anche singolarmente, se non nei pressi della propria abitazione»), ma è solo una semplice “raccomandazione”. E quindi, come tale, può essere tranquillamente disattesa.


Risultato, tanto per accostare due situazioni esemplificative appunto dell’esito e delle contraddizioni a volte clamorose degli stessi inviti alla cittadinanza a collaborare e a fare scrupolosamente la propria parte per contenere il diffondersi del contagio da coronavirus: a Casterno, frazione di Robecco sul Naviglio, un runner viene fermato, identificato e denunciato per essersi allontanato decisamente troppo da casa (risiede a Magenta) e così dovrà sperare che un decreto gli tramuti la pena nel pagamento di 200 euro di ammenda, con la possibilità di opporre ricorso de preferirà andare a processo dopo essersi scelto un avvocato di fiducia o affidato ad uno di ufficio (che sempre da pagare rimane…); ad Abbiategrasso come in qualunque altro Comune della Lombardia, la gente che fa code davanti ai supermercati o che entra in farmacia può continuare a farlo senza che venga verificata la presenza del primo sintomo sospetto di infezione in corso, ovvero la temperatura corporea superiore a 37.5 gradi.


Vero è anche, però (lo ha spiegato bene il professor Burioni domenica sera ospite come sempre di Fabio Fazio su Raidue), che si suppone vi sia un’ampia schiera di portatori sani del virus, i quali potrebbero sviluppare la malattia, o anche no; qualora però capitasse, nelle 48 ore precedenti il manifestarsi in loro dei sintomi, queste persone diventano infettive e dunque pericolose per la collettività. Tradotto, io posso andare oggi a fare la spesa, risultare perfettamente in regola con la mia temperatura corporea, eppure essere una mina vagante dal punto di vista della diffusione del virus che mi porto appresso e che in me si manifesterà dopodomani… 


Conclusione: la sola, vera, seria, efficace e certa prevenzione rispetto all’arginare l’epidemia è che ciascuno, anche se si sente perfettamente in forma, rimanga a casa sua. E che, per stare nell’esempio della spesa, che è evidentemente un’esigenza primaria, se la faccia consegnare a casa dai tanti negozi che provvedono alle consegne a domicilio e dai tanti servizi che si stanno moltiplicando per supportare questa modalità virtuosa di approvvigionarsi di viveri e di quel che serve per l’igiene della casa.


Forse non riusciremo ad avere tanti di quei prodotti dei quali ci sembra di non poter fare a meno e che siamo soliti trovare comodo raccogliere da uno scaffale per depositarli nel nostro carrello, ma con un po’ di fantasia e di intelligenza non c’è dubbio che… ce la faremo. Se non ne siamo capaci per la spesa settimanale, come possiamo pensare di azzerare i casi di contagio?


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull'edizione da venerdì 27 marzo nelle edicole



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