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Schiamazzi notturni fra musica e alcol a gogò: appello al sindaco e alle forze dell'ordine per vietare la vendita di bottiglie nelle ore serali

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Articolo del: 25/05/2020 08:02:37

Birra, vodka alla menta e alla fragola, sambuca… Vuoti a perdere sparsi per il luogo del ritrovo, del festino improvvisato i cui altri ingredienti sono musica a palla e schiamazzi fino a tarda ora. Con il risultato, in qualche caso, di dover fare intervenire il personale del 112 con l’ambulanza per prestare soccorso a chi si è talmente ubriacato da non riuscire più a riprendersi, riverso sull’asfalto in preda ai fumi dell’alcol e nemmeno in grado non solo di ritornarsene a casa ma anche semplicemente di rimettersi in piedi.
I vuoti a perdere sono quelli di alcune delle molte fotografie inviate in questi giorni alla redazione del giornale. Questi si riferiscono al piazzale antistante il parco dei Bersaglieri, in fondo al parcheggio che serve la chiesa e l’oratorio di San Gaetano, in via Maggi ad Abbiategrasso, e si riferiscono a quanto accaduto sabato notte. Rappresentano solo alcune delle bottiglie esauste sparse per quell’area e ritrovate lì l’indomani mattina da volontari della stessa associazione d’Arma che si prendono cura del parco per il quale proprio da oggi, lunedì 25 maggio, è prevista la riapertura al pubblico al pari di quel che succederà per tutte le altre aree verdi attrezzate della città.
Altre analoghe situazioni erano già state segnalate, con riferimento in particolare alla serata precedente, di venerdì 22 maggio, dai dintorni del parcheggio del quartiere fiera di via Ticino. Un luogo che per la sua ampiezza, la sua relativa vicinanza al centro storico e il fatto di essere circondato e attraversato da manufatti in cemento che sembrano fatti apposta per potersi sedere, diventa per sempre più compagnie di giovani un punto di ritrovo dove porre le basi per la serata o dove trascorrerla per intero.
Come sempre a creare i problemi sono poi gli eccessi. Che qui si traducono in musica a tutto volume, grida e strepiti, alcol a fiumi e in questo periodo anche totale inosservanza delle norme sul distanziamento sociale e sull’uso dei dispositivi di protezione individuale per ricordarsi che la guerra contro il coronavirus non è ancora terminata.
All’origine di questo fenomeno sociale che non è certo una novità assoluta, ma che al contrario si ripresenta sempre peggio all’affacciarsi della bella stagione, c’è la facilità con la quale ragazze e ragazzi spesso anche minorenni riescono a procurarsi da bere trasformando il piacere di incontrarsi nell’unico scopo di bere fino ad ubriacarsi pesantemente. Facilità dovuta al fatto che a 200 metri da lì il supermercato Carrefour diventa il perfetto serbatoio al quale rifornirsi senza problemi (basta avere un amico maggiorenne compiacente e l’alcol è assicurato anche per i teen-ager).
Non può essere infatti considerata una casuale coincidenza il fatto che proprio da lunedì scorso, 18 maggio, questo negozio abbia ripreso a osservare l’orario “normale” che ne stabilisce l’apertura tutte le sere fino a mezzanotte: «Purtroppo durante le ore serali - ammette una commessa con parole a metà tra il disappunto e la preoccupazione - non si fa altro che vendere alcol…».
Le conseguenze sono note. L’appello al sindaco e alle forze dell’ordine è conseguente: forse è giunto il momento di andare a parlare con la direzione del negozio per porre rimedio ad una situazione le cui ricadute negative dal punto di vista sociale sono importanti. Magari chiedendo, se non fosse possibile evitare l’apertura fino a mezzanotte, almeno di proibire dalle 19 in poi la vendita di alcolici di qualunque genere.
Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 29 maggio nelle edicole



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