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Milano-Mortara, oltre al danno la beffa. Lo stillicidio dei ritardi quotidiani e il nulla di fatto con l'assessore Terzi

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Articolo del: 14/10/2019 09:16:28

Ritardi a pioggia. Non soppressioni e cancellazioni, per una volta. Ma ugualmente, lo stillicidio snervante del non sapere mai a che ora effettivamente un treno arriva e a che ora ripartirà. Con oltretutto sempre più frequenti incongruenze tra quanto segnalato nell’applicazione di Trenord che ormai ogni pendolare ha scaricato sul suo smartphone per cercare di capire “di che morte morire” ogni mattina alzandosi dal letto ed ogni sera col desiderio di rientrare a casa e quanto accade realmente lungo i binari.


L’esempio, tra i tanti, è quello di questa mattina, lunedì 14 ottobre: per l’app di Trenordil 7.47, il 7.59, e l’8.15 per Milano Porta Genova avrebbero dovuto tutti quanti transitare da Abbiategrasso con ritardi nell’ordine di 6 o 7 minuti, mentre addirittura quello delle 8.11 per Mortara sarebbe dovuto arrivare con 2 minuti di anticipo (e come deve fare a prenderlo, in quel caso, chi arriva in stazione giusto in tempo secondo gli orari ufficiali?). 


In concreto, però, le cose sono andate ben diversamente: a parte che già in precedenza il treno da Abbiategrasso delle 7.15 aveva già accumulato 17 minuti di ritardo ad Albairate-Vermezzo e che alle 7.54 era ancora fermo a San Cristoforo (dunque alla fine è arrivato a destinazione almeno una ventina di minuti dopo il previsto), i pendolari abbiatensi ci hanno segnalato ritardi di oltre 10 minuti per il 7.59 e addirittura di 20 minuti esatti per l’8.15. «E tutta ‘sta fatica - commenta una utente abbiatense della Milano-Mortara - per poi sentirmi dire, arrivata in ufficio, di comprare casa a Milano o almeno di prendere il treno prima». Già, sempre ammesso che passi… 


Intanto da un rappresentante dell’associazione MiMoAl viene diffusa una nota riguardante l’incontro di qualche giorno fa di una delegazione dei nostri pendolari con l’assessore regionale ai Trasporti, Claudia Maria Terzi, che non avrebbe portato a niente di buono: «L’incontro - scrivono dall’Associazione Mimoal - si è risolto con un nulla di fatto. Per chi usufruisce solo del treno ci sarà una semplificazione dei documenti da presentare per poter ottenere il bonus.


Per il requisito dei 3 abbonamenti consecutivi da presentare per poter avere il rimborso, studieranno un modo per escludere dal conteggio dicembre ed agosto. Oltre alla modalità telematica per fare richiesta di rimborso si potranno utilizzare anche le postazioni a Milano Cadorna e Milano Porta Garibaldi In ogni caso i rimborsi avranno scadenza settembre 2020. Con buona pace delle oltre 25.000 persone che utilizzano solo il treno lavorando nelle vicinanze delle stazioni ferroviarie, rispetto ai 400.000 pendolari circa che viaggiano nell’area della città metropolitana di Milano ed a Monza e provincia, la metà se non di più di tutta la Regione».


Redazione “Ordine e Libertà” - servizio sull’edizione da venerdì 18 ottobre nelle edicole



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