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Grande folla all'ospedale per accogliere il nuovo cappellano don Giuseppe Ornaghi

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Articolo del: 18/11/2019 07:55:48

L’ultima Messa festiva nella sua ex parrocchia l’aveva celebrata lo scorso 25 agosto. Alla guida della comunità di Buscate, dove aveva iniziato il suo ministero di parroco nell’anno 2007, il suo posto è stato preso da don Piero Visconti, incaricato di avviare l Comunità Pastorale tra la stessa parrocchia di Buscate e quelle di San Zenone e della Madonna dei Poveri a Castano.


Per don Giuseppe Ornaghi, alla bella età di 76 anni portati splendidamente, è dunque venuto il momento di ritornare nella sua Abbiategrasso, la città dove era nato e cresciuto da ragazzo fino alla decisione di entrare in seminario. E dopo la concelebrazione di sabato dell’altra settimana, 9 novembre scorso, con l’Arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini e con il novo cappellano dell’Istituto, don Enrico Cavalli, ecco che ieri, domenica 17 novembre, don Giuseppe ha fatto il suo ingresso ufficiale come cappellano all’ospedale Costantino Cantù.


Una folla straordinaria ha riempito la chiesetta interna dedicata ai Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena ed è proprio il caso di dire che la comunità della cappellania si è stretta con affetto attorno al nuovo cappellano, venuto a sostituire don Osvaldo Saleri, assegnato alla cura pastorale della parrocchia Beato Cardinal Ferrari di Legnano e ricordato a sua volta con grande simpatia e amicizia dai fedeli dell’ospedale abbiatense.


Ad accogliere don Giuseppe Ornaghi, su incarico dell’Arcivescovo, il decano di Abbiategrasso e parroco di Gaggiano, don Piercarlo FIzzotti, che ha presieduto la solenne celebrazione eucaristica. «In questo ambiente dell’ospedale - ha detto don Piercarlo - tutti insieme siamo chiamati ad essere un po’ come il buon samaritano, e tu in modo particolare, caro don Giuseppe, sei chiamato a chinarti su queste povertà. Però nello stesso tempo sei chiamato ad aiutare ciascuno di noi a capire che qui, nell’ammalato, c’è la presenza di Gesù che nel vangelo della scorsa domenica ci ha ricordato che qualunque cosa facciamo ad uno di questi sofferenti l’avremo fatta a Lui.


L’augurio è dunque che svolgendo questo ministero tu riesca a dar a ciascuno di noi quella speranza e aiuti anche quei nostri fratelli malati a sperimentare sempre la verità stessa di Dio. Con questo saluto e assicurandoti la nostra preghiera, ti auguriamo dunque un buon inizio di ministero».


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 22 novembre nelle edicole



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