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Discariche a cielo aperto nel quartiere Aler di via Fusè, come dieci anni fa: il Comune intervenga colpendo i trasgressori ed educando i residenti

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Articolo del: 30/12/2019 08:18:28

Discariche a cielo aperto. Negli spazi esterni a ridosso delle case Aler di via Fusè e di via Fratelli Cervi, periferia nord di Abbiategrasso, la situazione ci restituisce immagini di degrado intollerabili e che rimandano a un malcostume d’altro tempi, di prima ancora dell’introduzione in città della raccolta differenziata.


A quell’epoca, ormai dieci anni fa (il nuovo sistema di raccolta differenziata porta a porta basato sul principio dei contenitori individuali o condominiali destinati alle diverse frazioni fu introdotto a partire dall’1 marzo 2010), lo scenario che caratterizzava le adiacenze dei palazzi dell’Aler in quel quartiere era quello della catasta di sacchi della spazzatura accumulati sua in cima ai cassonetti che ai loro piedi. 


Purtroppo la sola differenza, oggi, è che invece di esserci una fila di cassonetti straripante di rifiuti, ci sono in ogni angolo, nei quattro punti di conferimento affacciati su via Fusè, altrettante discariche di sacchetti e di rifiuti ingombranti, tra i quali si intravvedono a malapena i pochi contenitori della massima capienza collocati lì da Amaga per cercare di ovviare all’accumulo di indifferenziato.


Ad aggiungere un elemento in più di degrado e di inciviltà dilagante, la grande quantità di carrelli della spesa (sottratti chissà a quale supermercato delle vicinanze) trasformati in altrettanti raccoglitori di spazzatura.


Una situazione che appare chiaramente sfuggita di mano all’amministrazione comunale. Alcuni residenti sostengono che il conferimento, o meglio l’abbandono indiscriminato di quei rifiuti che quasi ogni giorno danno bella mostra di sé in quell’area a ridosso dei palazzi dell’Aler, sia opera di gente di passaggio che tratta appunto quella zona come discarica pubblica.


Occorre evidentemente intervenire, da parte dei responsabili della città chiamati ad amministrarla, con correttivi efficaci sia di tipo repressivo (cogliere sul fatto e multare eventuali scaricatori abusivi), che di carattere preventivo (incontrare i residenti sul posto e dare loro informazioni e strumenti per incentivarli a comportamenti virtuosi fondati sul rispetto di se stessi e della popolazione tutta).


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 3 gennaio nelle edicole



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