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Lettera di una mamma alla figlia undicenne: «Ti voglio troppo bene per regalarti lo smartphone!»...

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Articolo del: 17/01/2020 09:38:06

Lo smartphone rende liberi? La generazione dei digital natives ne deve disporre fin dall’infanzia per sfruttarlo in tutto il suo potenziale e per farne l’inseparabile compagno e l’indispensabile (?) strumento di connessione col mondo? Quel che è noto è che vent’anni fa, anzi ventuno, dunque all’origine di questo strumento, ci furono i primi smartphone marchiati BlackBerry. Espressione che allude (lo sapevate?) alla palla al piede dei reclusi di un tempo condannati ai lavori forzati…


Quella che pubblichiamo di seguito è la lettera che la mamma di una ragazzina undicenne ha inviato al nostro giornale Ordine e Libertà, pubblicata oggi, venerdì 17 gennaio. La mamma si rivolge alla figlia, cercando di spiegarle perché, a costo di entrare in momentaneo conflitto con lei, non ritiene di regalarle lo smartphone che lei chiede con insistenza e pretenderebbe, visto che tutte le amiche e i compagni di scuola (o forse non proprio tutti tutti ma quasi) ce l’hanno già… Immaginiamo che, per chi avrà voglia di leggerla fino min fondo, non mancheranno spunti di discussione e commenti, speriamo non superficiali e sommari.


Ecco il testo della lettera, firmata semplicemente (per il pubblico) “mamma”: «Cara figlia mia, probabilmente mi detesti un po’ perché tutti alla tua età hanno lo spartphone e tu no. Lo capisco, dal tuo punto di vista. Rimani esclusa da alcune conversazioni riguardanti i social network e probabilmente non sei a conoscenza di ciò che si dice sul gruppo Whatsapp della classe. I tuoi compagni vanno liberamente su Youtube, giocano online quando vogliono, fanno video e li postano, qualcuno forse già usa Instagram. Hai ragione, alla tua età tutto ciò sembra inaccettabile.


Ora cerco di farti vedere le cose  dalla mia prospettiva. Non ti ho ancora dato le chiavi di casa e ancora non stai a casa da sola, a lungo, però ti muovi in bici da sola e vai a scuola con le amiche, senza bisogno che io ti accompagni. Mi fido di te. Ma aspetterò ancora un po’ prima di darti le chiavi di casa, di lasciarti cucinare da sola, di lasciarti da sola in casa molto a lungo. Questi sono i veri traguardi a cui aspirare. Per sentirsi grandi. 


Dimmi, se tu fossi madre, che cosa faresti? Riflettiamo insieme su questo. Daresti a un bambino di quarta elementare le chiavi di casa? Lo lasceresti solo in casa, gli faresti accendere i fornelli? Lo manderesti a scuola da solo? Io no, perché non sarebbe ancora il momento. Alcuni genitori, però, regalano a questi stessi bambini lo smartphone e glielo lasciano usare senza limiti e senza regole, senza controllo e senza istruzioni. 


Tu hai undici anni, è vero. Sei più grande e più responsabile, potresti obiettare. Ti rispondo che anche per chi è più grande i problemi non mancano. Il Web sembra sicuro, ma non lo è, almeno non sempre e non senza usare precauzioni. Lo spartphone crea dipendenza e i bambini e i ragazzi non hanno il senso del limite e del pericolo. Siamo noi adulti a doverli aiutare dando loro limiti e regole. 


Ti regalerò lo spartphone, ma solo quando sarà il momento. Ti insegnerò a usarlo e ti darò limiti e regole. Ricordati, però, che quando arriverà quel momento, sarai meno libera anche se ti sembrerà il contrario. Infatti potrò controllarti meglio, se lo vorrò: potrò geolocalizzarti, chiamarti e messaggiarti in ogni momento. Allora ti chiedo: “E’ veramente questa la libertà”? Aspetto una tua risposta. Ti voglio immensamente bene».


Redazione “Ordine e Libertà” (ogni venerdì nelle edicole)



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