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Semaforo di Robecco, c'è chi dice sì: «Spegnerlo sarà una sconfitta...». Intanto i Notang interrogano i robecchesi e FDI vuole «far finire al più presto questo inferno»

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Articolo del: 29/01/2020 12:59:37

Altre tre lettere, tra le tante, arrivano da Robecco sul Naviglio, dopo che nella serata di lunedì i commercianti che hanno incontrato il sindaco Fortunata Barni hanno chiesto a gran voce oo spegnimento immediato del semaforo del ponte, raccontando di aver patito nella prima settimana danni ingenti per mancato incasso. 


Una di queste, scritta da un cittadino che non ha problemi a firmare con nome e cognome (Paolo Debernardi),  rileva di aver sentito  letto, negli ultimi otto giorni, «pronunciare parole tipo mobilità sostenibile, progetti di viabilità eco-sostenibile eccetera... I titoli sono belli - prosegue il cittadino robecchese - ma veniamo ai contenuti. Non ho mai avuto il piacere di leggere nel dettaglio un progetto, ad esempio, di cosiddetta “mobilità sostenibile” per il nostro territorio. Avendo lavorato in aziende private per 42 anni, posso tranquillamente affermare che le parole contano poco. Fatti, numeri, risultati. Il resto è solo fuffa».


Non manca un’esplicita critica a quanti si oppongono duramente al progetto Anas: «C’è molto teorismo ambientalista, tutto fine a se stesso - scrive Debernardi - Nessuna proposta concreta e attuabile (ovvero realisticamente fattibile in modalità e tempi degni di un progetto serio)». E conclude: «Lo spegnimento del semaforo di Robecco, perché alla fine sarà così, altro non sarà che una sconfitta di tutti, anche se molti rideranno».


Di tutt’altro tono e contenuto lo scritto inviato alla redazione dai Notangenziale Parco del Ticino e Parco Agricolo Sud Milano, che fanno al sindaco Barni gli auguri per un buon anno 2020: «Attendere da oltre 20 anni la realizzazione di una mega infrastruttura tipo la superstrada del progetto ANAS, preludio alla seconda Tangenziale di Milano (TOEM), per risolvere i problemi di traffico locale - scrivono  tra l’altro i Notang - non è stata una cosa sensata.    Tanto più che le conseguenze dell’opera, se realizzata nella sua interezza, ricadrebbero pesantemente non solo su Robecco e Castellazzo, ma su tutto il territorio dell’Abbiatense – Magentino».


E di seguito pongono due questioni fondamentali agli abitanti di Robecco: se siano al corrente del fatto che «il progetto prevede, prioritariamente,  la realizzazione della tratta Ozzero-Abbiategrasso-Albairate» e di conseguenza se abbiano chiaro che «qualora dovessero mai iniziare i lavori sul loro territorio, saremo se tutto va bene all’anno 2030».


Sulla questione semaforo del ponte di Robecco interviene infine la sezione locale di Fratelli d’Italia: «Il problema maggiore generato dal semaforo - dice il portavoce, Raffaele Cavallotti - viene dalle code che sono interminabili. I tempi d’attesa sono allucinanti e i ritardi presso i rispettivi luoghi di lavoro clamorosi. A spaventare, oltre al PM10 in deciso aumento creato da tutti i veicoli in coda, sono i potenziali ritardi per i mezzi di soccorso che dovranno attraversare il ponte del Naviglio Grande per recarsi al Pronto Soccorso». Conclusione: «Come Fratelli d’Italia porteremo avanti questa battaglia, perché questo inferno finisca al più presto!». E questa sera è invece la lista di opposizione “Robecco Futura” ad aver organizzato una assemblea pubblica alle 21 in municipio, logicamente a Robecco sul Naviglio.


Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione di venerdì 31 gennaio nelle edicole


 



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