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Coronavirus, chiuse le scuole, stop al Carnevale e alle iniziative pubbliche, zero mercati, limitazioni serali ai bar, massima prudenza in caso di influenza, ma niente panico: è tutto a scopo preventivo (VIDEO)

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Articolo del: 24/02/2020 08:53:28

Coronavirus: anche ad Abbiategrasso non si parla d'altro questa mattina, lunedì 24 febbraio, in continuità con la domenica delle mille comunicazioni all'interno di altrettante chat private dove non mancano spunti di inutile allarmismo che spesso viene confuso con l'attenzione alla questione, che invece è una cosa seria.


Da ieri sera è pubblicato sul sito del Comune di Abbiategrasso il testo dell'ordinanza del sindaco Francesco Nai il quale ordina appunto quanto segue: «1. la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico; 2. la sospensione dei servizi educativi dell’infanzia, delle scuole, inclusi gli asili nido e i micronidi, di ogni ordine e grado (anche paritarie e private), nonché la frequenza di attività scolastiche, extrascolastiche ed anche di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie ed università per gli anziani, salvo le attività formative svolte a distanza; 3. la sospensione dei servizi di apertura al pubblico delle biblioteche e degli altri istituiti e luoghi della cultura». Tutto questo, come specificato in apertura del documento, «con decorrenza immediata e fino alla data che Regione Lombardia deciderà in base agli sviluppi della situazione complessiva».


Che cosa significa in concreto? Chiusura di tutte le scuole, annullamento di tutte le iniziative in programma per il Carnevale 2020 (Cantagallo, Campanella d'Oro, Sfilata dei carri allegorici degli Amici del Palio di San Pietro, concorso passerella delle mascherine, veglione in maschera al Quartiere Fiera), come pure di qualsiasi altra forma di intrattenimento che ricada nella settimana che inizia oggi e termina domenica 1 marzo, con possibilità che il provvedimento prosegua anche oltre, in base appunto all'evolversi della situazione.


Non ci sarà, domani, né venerdì, né sabato, il consueto appuntamento con il mercato degli ambulanti. Non viene specificato in questo documento che cosa debbano fare i titolari dei bar e dei pubblici esercizi, ma lo è nella delibera di Regione Lombardia che riguarda tutti i Comuni lombardi, la quale dunque fa testo anche per Abbiategrasso e recita: «Bar, locali notturni e qualsiasi altro esercizio di intrattenimento aperto al pubblico sono chiusi dalle 18 alle 6». Praticamente potranno stare aperti dunque solo per 12 ore e si dovranno fermare dall'ora dell'aperitivo a quelle della serata, cosa che rimanda subito, per Abbiategrasso, al caso di un paio di locali in via Cantù che in genere aprono proprio verso sera e fino alle ore piccole. 


Il sindaco Nai, nell'intervista video che ci ha concesso ieri sera mentre era ancora in corso la riunione per la pubblicazione della citata ordinanza, predica calma e chiede adesione alle direttive a costo dei sacrifici necessari, in nome della tutela della salute. 


Abbiategrasso non è zona rossa e non siamo certo una città in quarantena, come non lo è al momento Vigevano dove pure, all'ospedale civile, è stato riscontrato un caso a carico di un 58enne di Garlasco subito trasferito al Sacco di Milano. Tuttavia è logico che, per dare massima efficacia ai provvedimenti disposti dalla Regione, il comportamento più prudente e di buon senso è quello di limitare al minimo indispensabile le uscite da casa per tutti e di evitarle assolutamente in presenza di sintomi riconducibili a uno stato influenzale, alla cui evoluzione prestare particolare attenzione, eventualmente consultando il proprio medico di base. 


Intanto un pendolare della Milano-Mortara ci scrive: «7.16 da Abbiategrasso per Milano Porta Genova deserto... Siamo in tre in una carrozza... Neanche a Ferragosto!». E la stessa cosa viene rilevata dai pochi che si sono dovuti mettere in macchina per raggiungere il posto di lavoro fuori città, mentre a tutti i dipendenti di uno dei principali gruppi bancari è stato indicato, qualora possano svolgere il lavoro da casa, di rimanere al proprio domicilio lavorando appunto da lì.


Marco Aziani ("Ordine e Libertà") - servizio sull'edizione da venerdì 28 febbraio nelle edicole



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