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Furgone in corso Italia ostaggio dell'auto in sosta vietata. Il fenomeno dilaga non solo in centro e nessuno se ne occupa

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Articolo del: 03/03/2020 07:49:08

Il fatto che non ce ne stiamo più occupando da diverse settimane non significa affatto che il problema non sia più di attualità o, men che meno, che l'amministrazione comunale abbia messo in atto qualche provvedimento o modificato qualche regola in ordine all'accesso degli automezzii al centro storico, o alla viabilità nelle zone nevralgiche, o alla sosta dei veicoli.


Il problema della sosta selvaggia e almeno nove volte su dieci impunita continua ad afliggere il centro storico di Abbiategrasso, con "zone franche" che nell'abitudine dei trasgressori sono sempre più estese, avendo ormai stabilmente contaminato anche via Palestro (in assenza dei genitori che non devono ritirare i figli da scuola, essendo questa chiusa, ci pensano gli avventori dei bar lì affacciati a incilonnarsi dall'incrocio con via Leonardo da Vinci alla rotatoria per via Pavia), la stessa via Pavia (dove c'era una volta una pista ciclabile, ora area di sosta abusiva), corso XX Settembre (malgrrado la vicina piazza Cavour dove spesso restano vuoti posti disponibli anche fuori delle fasce orarie a pagamento), via Binaghi (tra via Misericordia e via Borsani, all'ombra del campanile della basilica di Santa Maria Nuova), la stessa via Borsani (dove i negozi sono quasi tutti chiusi, ma la propensione delle persone a lasciare l'auto per delle mezz'ore è sempre più accentuata) e naturalmente, come sempre, corso Italia.


Proprio qui, sul tratto che collega via Cantù all'incrocio con le vie San Carlo e Misericordia, nel pomeriggio di ieri, lunedì 2 marzo, si è avuto l'immancabile inghippo: l'autista di un furgone che usciva dal portone di un cortile sul lato sinistro ha dovuto ostinatamente suonare il clacson per richiamare l'attenzione del'automobilista che, parcheggiata la sua macchina a cavallo del macriapiedi sul lato opposto, se n'era andato a fare acquisti da quelle parti.


Da via Cantù altre macchine in arrivo hanno formato una breve coda nell'attesa che il padrone dell'auto in sosta vietata si decidesse ad arrivare. E nel frattempo le persone che a piedi si stavano spostando da piazza Marconi verso il ponte di San Pietro, trovandosi la strada sbarrata dal furgone bloccato nel suo tentativo di svoltare a sinistra, si sono spostate al centro della strada per aggirarlo e poter passare oltre.


Pochi minuti e l'emergenza si è risolta, ma l'episoodio è emblematico e riporta alla ribalta il vecchio e mai affrontato problema della sosta nelle strade del centro storico che l'amministrazione in carica si ostina a far finta di non vedere e a non affrontare in alcun modo: come detto mille volte, o si mantiene il divieto di sosta permanente e lo si fa rispettare, o si introducono modifiche, ma semre a patto che poi i controlli siano stringenti. A tutela dei diritti di tutti e in particolare delle persone in difficoltà e di tutti gli utenti della sttada, a cominciare da pedoni e ciclisti.


Marco Aziani ("Ordine e Libertà") - servizio sull'edizione da venerdì 6 marzo nelle edicole 



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